IrdC

19 luglio 2009, scarpinata partigiana

Categoria: Iniziative. Nessun commento.

Domenica 19 luglio l’Associazione Il resto del Cremlino insieme ai circoli Arci Pannocchia e Monti (di Stibbio e Ponte a Egola) organizza la 1° Scarpinata partigiana per ricordare il 65° anniversario della Liberazione di Stibbio e Ponte a Egola dal nazifascismo.
Il programma prevede una breve camminata (dal circolo Pannocchia a Ponte a Egola al circolo Monti di Stibbio), e a seguire una cena e un concerto.
Per chi ci aspetta a Stibbio c’è uno spettacolo per bambini prima di cena.

Stiamo aspettando le adesioni dell’Anpi di Pisa, dell’Arci Valdarno Inferiore, del Comune di San Miniato e della Coop La Risorta di Ponte a Egola.

In attesa della locandina definitiva, vi invitiamo a scriverci, ad aderire e partecipare!
Ecco i recapiti:
pannocchia.monti@email.it
3409004555

A presto!

Il resto del Cremlino convoca un’assemblea antifascista mercoledì 11 marzo a Ponte a Egola

Categoria: Iniziative, appelli. Nessun commento.

Care compagne, cari compagni,

Visto l’eccellente risultato del presidio antifascista a Castelfranco (dopo la buona risposta avuta nell’assemblea organizzativa di tale mobilitazione) crediamo sia necessario dare continuità ad una forte presenza antifascista e antirazzista sul nostro territorio.

Avvertiamo questa necessità non soltanto perché le realtà neofasciste si presentano ormai regolarmente con varie iniziative istituzionalizzate o con l’uso della violenza nei confronti di sedi di partiti, associazioni, collettivi, o addirittura di singoli militanti antifascisti.

Avvertiamo questa necessità perché serve una risposta alla preoccupante svolta culturale-sociale antidemocratica (in chiave securitaria e razzista/repressiva) del nostro paese. Una svolta sostenuta, perseguita dal Governo Berlusconi con il decreto sicurezza e la corredata propaganda.
Dobbiamo organizzarci e far sentire la nostra voce costantemente dando continuità alle inizitive sul territorio.

Oggi, nel Valdarno Inferiore e nelle zone limitrofe persiste una sensibilità antifascista legata alla resistenza; vogliamo che si dia vita ad una serrata battaglia culturale, per evitare che le false paure che ci vuole inculcare una destra avida di potere vincano sulla razionale analisi della società e dei suoi bisogni.

Per questi motivi abbiamo deciso di convocare un’assemblea organizzativa delle realtà politiche-associative e di tutte le sensibilità e individualità antifasciste e antirazziste per raccogliere idee, proposte e coordinarci nella costruzione di iniziative di vario genere (dibattiti a tema, serata/concerti, volantinaggi/banchetti al mercato e davanti alle scuole ecc.).

L’assemblea è convocata per
Mercoledi 11 Marzo alle ore 21.00 a Ponte a Egola
presso la Casa del Popolo
(primo piano, Biblioteca “Emilio Pallesi”)

LA GIORNATA DEL RICORDO NON SERVA A DIMENTICARE LA STORIA

Categoria: Comunicati e Rassegna stampa, zona del cuoio. Nessun commento.

Riflessioni sulla manifestazione del 7 febbraio 2009 a Castelfranco.
Sabato 7 febbraio 2009, in un Comprensorio del Cuoio avvolto da un sonno trentennale, un centinaio di antifascisti hanno sfilato per le vie del centro di Castelfranco, sotto una pioggia incessante, per rispondere alla provocazione messa in atto da La Destra con l’iniziativa sulle foibe. La decisione di organizzare una contromanifestazione antifascista è stata presa da un’assemblea spontanea alla quale hanno partecipato varie realtà del territorio e della provincia. Il confronto e la collaborazione tra queste realtà, ben diverse tra loro, per l’organizzazione di un mobilitazione dal basso è stato un segno di una maturità politica mai vista finora. Il clima di terrore, che la carta stampata ha voluto fomentare, è scaturito da un’operazione vergognosa. Si è voluto relegare una mobilitazione legittima nella logica degli opposti estremismi, sottolineando la militarizzazione del territorio per far desistere la popolazione locale dal partecipare ad una contromanifestazione che si richiamava alle radici antifasciste. Radici alle quali la nostra repubblica dovrebbe saldamente rimanere legata. Nonostante il terrorismo mediatico che si è voluto imporre, un centinaio di persone hanno dato vita ad una riuscita manifestazione. Questa mobilitazione non si è fermata però a denunciare solo il vecchio fascismo, ma ha anche espresso l’insofferenza verso quel fascismo strisciante che si incunea ogni giorno sempre di più nella nostra società. L’odio verso ogni forma di diversità è il messaggio che viene veicolato attraverso giornali e televisioni e costituisce un piano ben architettato per sfasciare quelle reti di solidarietà che stanno alla base della convivenza umana. È vergognoso anche il fatto di giustificare la concessione di uno spazio pubblico ad una forza politica, che propugna odio e razzismo, invocando i valori della democrazia. Quella delle foibe è stata un’iniziativa strampalata e di parte, un dibattito senza alcuna pretesa, se non quella del revisionismo storico. Uno storico autorevole ha insinuato che la collocazione della “giornata del ricordo” delle foibe a ridosso di quella della memoria dello sterminio nazista, sembra fatta apposta per equiparare tragedie incomparabili, dando la possibilità ai fascisti e post-fascisti di oscurare la risonanza dei loro crimini e di quelli dell’alleato nazista. Questo storico non si è dimenticato di ricordare l’incapacità di certi politici a rileggere la propria storia nazionale. Bisogna guardare alla questione delle foibe, contestualizzando l’accaduto e opponendosi alla retorica nazionalista. La visione di parte che ci vuole inculcare questa retorica, ci mostra gli italiani solo come vittime delle foibe, dimenticando quell’Italia, alleata del nazismo, che per prima ha sopraffatto le minoranze etniche in nome della superiorità della civiltà e della razza italica. Interi territori dove abitavano diverse gruppi nazionali sono stati “annessi” alla nostra nazione e furono oggetto di rappresaglie e repressioni che niente hanno da invidiare ai crimini nazisti. Fascisti e post-fascisti vogliono estraniare le foibe dal loro contesto, incentivando il mito degli italiani “brava gente” che non può che essere vittima e mai carnefice con l’intento di oscurare la loro storia criminale.
Ass. “Il resto del Cremlino”