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17 novembre 2007 Secondo Banchetto Bolscevico

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Sabato 17 novembre 2007
SECONDO BANCHETTO BOLSCEVICO

Programma

ore 20.00 Cena a 13,00 Euro
antipasti del Cremlino, zuppa di pane e lasagne alle verdure,
arista e magro con contorni misti, pan di Rivoluzione

 

a seguire CONCERTO
Aeroflot feat. Collettivo Radio Mosca

Prenotazioni entro giov. 14 novembre
tramite e-mail: ilrestodelcremlino@hotmail.it
per telefono: 340 900 4555 oppure 340 491 2424
Scarica e inoltra il materiale informativo: manifesto 70×100 e invito

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Il resto del Cremlino c’era due anni fa (e oggi si vede)

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Una rondine non fa primavera, una bandiera non fa un partito. Tante bandiere fanno una bella manifestazione, e ci ha riempito il cuore, la mente e lo stomaco di un piacere lungamente atteso e sperato, la giornata di ieri. Sul nostro pullman c’erano compagni e compagne di Prc e PdCI (nòva!) e siamo partiti con sobrietà. Dimostrando una serietà collettiva che in pochi avevano visto prima.

 

In questi ultimi mesi, da quando si parla di “unità a sinistra”, abbiamo visto spuntare come funghi volantini, manifesti, iniziative a doppia firma: Rifondazione comunista, Comunisti Italiani, Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista. E ogni volta ci siamo detti che “quei piccoli passi nella direzione giusta” che iniziammo a fare nel vicino e lontano gennaio 2006, oggi ci permettono di correre insieme verso i nostri obiettivi comuni. No, non avete capito: non è che abbiamo degli obiettivi diversi e scegliamo di perseguire insieme quelli comuni. Quella è una cosa che dobbiamo fare con le altre forze della sinistra, che sono Sinistra Democratica e i Verdi. È che noi abbiamo solo obiettivi comuni. Non del tutto? No, è vero, non del tutto. Ma perché, nei partiti – in generale – non c’è discussione, non ci sono differenze nelle interpretazioni e nelle analisi e nelle strategie proposte da compagni e compagne? Ah, ci sembrava…

 

Ieri, in piazza, a Roma, c’era un grande partito: il partito comunista. Questo abbiamo percepito, questo vogliamo. Se non si passa da lì, non c’è verso: possiamo corteggiare anche il più determinato democratico di sinistra, indipendente di sinistra, verde di sinistra. Tutto quello che otteniamo è l’ennesimo documentino stramegacondiviso e pieno di vuoto.

 

Ci dicono tutti: “bisogna fare delle cose concrete”. Noi abbiamo un giornalino insieme da quasi due anni. Ci telefoniamo almeno una volta alla settimana, parliamo delle cose locali, nazionali, regionali, passate, presenti, delle prospettive, delle possibili soluzioni. A volte, ance tra di noi, alziamo anche la voce. Ma – a parte il fatto che ci divertiamo come pazzi, nonostante la fatica e le ore piccole – tutti sanno, nella zona del cuoio (e anche oltre) che difficilmente non ci faremo sentire e non interverremo, di fronte a un problema, a un’ingiustizia o a un anniversario da ricordare.

 

Se è vero che esiste una crisi della politica, la exit-strategy dalla sfiducia e dal pessimismo del popolo passa inevitabilmente da qui. Da ogni Ponte a Egola d’Italia, dove ci sono dei giovani (comunisti) che hanno voglia di spostare sedie, scrivere documenti, studiare, discutere e impantanarsi nelle cose pallose e divertenti della politica. Massa critica? Chissà. Noi siamo Il resto del Cremlino. Chi c’incontra non si risparmierà una bella chiacchierata sul futuro della politica italiana e internazionale. Chi ci teme ha qualcosa da nascondere. Chi ci ama è fortunato, chi si abbona ha una copia sicura ogni mese nella cassetta delle lettere (quella vera!), e chi ci segue è ascoltato. Ieri abbiamo seguito il corteo del 20 ottobre. Era pieno di gente con aste lunghissime che portavano due bandiere: indovinate quali. La sinistra senza un sano partito comunista è come le ciliegine senza la torta. Stuccano (e vanno a male).


Il resto del Cremlino

1917-2007…

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 Pubblichiamo volentieri l’intervento di Alexander Höbel all’iniziativa organizzata da l’Ernesto del 29 settembre a Firenze, preparandoci ai festeggiamenti del novantesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre. Buona lettura!

 

A novant’anni dalla Rivoluzione d’Ottobre
di Alexander Höbel

(intervento all’iniziativa nazionale dell’Ernesto - Firenze, 29 settembre 2007)

Care compagne e cari compagni,

permettetemi di dirvi che per me è un onore essere qui oggi, a ricordare il 90° anniversario della grande Rivoluzione d’Ottobre, l’evento più importante nella storia del movimento comunista, la svolta più significativa di tutta la storia del Novecento.

Preparandomi a quest’iniziativa, ho ripreso tra le mani alcuni libri che ormai sono dei classici della storiografia sulla Rivoluzione d’Ottobre, la figura di Lenin e i primi anni del potere sovietico: opere di storici importanti come Edward H. Carr o Cristopher Hill, scritti negli anni ’50 e ’60. E vi dico subito che rileggendo questi libri sono rimasto colpito dalla comprensione profonda e dall’apprezzamento convinto che questi autori – il primo dei quali, Carr, inizialmente era solo un liberale, collaboratore del governo britannico e poi vicedirettore del “Times” – avevano per la Rivoluzione d’Ottobre, la figura di Lenin e l’esperienza sovietica: una comprensione e un apprezzamento che oggi, in Occidente, forse abbiamo solo noi comunisti, ma che fino a trent’anni fa era un dato acquisito per buona parte della cultura e dello stesso senso comune di massa, qui, nello stesso Occidente dove oggi chiunque si permette di infangare l’Ottobre, dove se ne cancella o se ne deforma il significato, o nel migliore dei casi lo si ignora. E questo mi porta a dire subito che uno dei nostri compiti più importanti è quello di iniziare a ricostruire questa memoria storica, questo senso comune, a ricostruire questa egemonia. (more…)