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Archivio 'Segnalazioni'

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Intervento de “Il resto del Cremlino” all’iniziativa con Giuliano Giuliani del 27 marzo a Pisa

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Il posto dove fu colpito a morte è sul Lungarno Gambacorti di Pisa, tra la via Toselli e la via Mazzini. Si lascia sulla sinistra, venendo dal ponte di Mezzo, il palazzo del Comune e si cammina lungo una ininterrotta serie di piccole botteghe che forse esistono da secoli e hanno mutato soltanto il genere dei loro minuti commerci. Una mescita di vino al numero 13; un aggiustatore di macchine fotografiche al 14; la calzoleria «La rapida» al 16; la agenzia Sbrana, compravendita e affitti, al 18; il circolo Enal al 19.

Alle spalle dell’isolato, la Nunziatina, l’intricato quartiere del sottoproletariato rosso. Di là dall’Arno, sotto i palazzi aristocratici e inaccessibili, lo scalo del carbone con la lapide che ricorda l’approdo della barca di Garibaldi ferito ad Aspromonte.

Non lontano dal Lungarno Gambacorti, tante volte citato nei rapporti dei commissari di pubblica sicurezza, nei verbali dei sostituti procuratori della Repubblica, nelle sentenze dei giudici istruttori, nelle cronache dei giornali e nelle relazioni dei periti medico-legali, splendono i gioielli dell’arte e della religione, Santa Maria della Spina, San Paolo a Ripa d’Arno e, a pochi passi, la chiesa di Santa Cristina dove, il 1° aprile 1375, santa Caterina da Siena ricevette le Sacre Stimmate, «cinque lucidissimi raggi sanguigni, usciti dal Santissimo crocifisso sull’altare e andati a ferire la mani di Caterina, i piedi, il suo castissimo e virgineo petto».

Ma la sera del 5 maggio 1972, né la patrona d’Italia, né la presenza antica di bellezza e di arte, né i segni della storia e della cultura servirono a salvare dalla furia della polizia, tra la bottega del vinaio e quella del tappezziere, un giovane non alto, ricciuto, gli occhiali da miope, il viso serio e sofferto, vestito con una giacca marrone, un paio di pantaloni di lana nera, una camicia con le maniche lunghe dai disegni fantasia color giallo e arancione. Franco Serantini, di vent’anni, sardo, anarchico, figlio di nessuno nella vita come nella morte.


“Il sovversivo” - Corrado Stajano - Einaudi, 1975

 

L’unica consolazione, trent’anni e passa dopo, è che Carlo Giuliani non è figlio di nessuno.

Il resto del Cremlino ringrazia Giuliano di essere qui.

il 27 marzo a Pisa

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Giovedì 27 marzo 2008 :: ore 21:15
Auditorium Centro A. Maccarrone, Via Silvio Pellico 6, Pisa

Verità e giustizia per Genova

introduce e coordina:
Francesca Riganello (direzione nazionale Fgci)

intervengono:
Francesco Sale (coordinatore provinciale Fgci)
Bernardo Croci (coordinatore regionale Fgci)
Elena Ulivieri (Ass. Cult. Il resto del Cremlino)
Giuliano Giuliani (padre di Carlo)
Nel corso dell’iniziativa saranno proiettati filmati ed immagini dei fatti di strada e di Piazza Alimonda