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da “Il Manifesto” del 19.06.2007

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Uniti a Vinci, con «il manifesto»
Dibattito nella Casa del popolo sul «che fare» e cena di sottoscrizione per il giornale

di Riccardo Chiari

Vinci (Fi). Finisce con i redattori de Il Resto del Cremlino (www.ilrestodelcremlino.it) che discutono sul come farla. Nessuno crede che l’unità a sinistra possa essere un partito della sinistra italiana. Dicono che non ci sono le condizioni. Pensano a un coordinamento, a una costruzione «che non deve essere quella del partito democratico». Ragazzi di nemmeno trent’anni, sono del Pdci e del Prc. Giovani comunisti con il tempo dalla loro parte. Ma ce n’è, di tempo? Roberto Baldi ha il doppio dell’età e molta prudenza: «Il vero argomento è: quando è che ci si scioglie? Se non si parla di questo, di che cosa si parla? Sono comunista, nato e cresciuto nel Pci. Ma se mi dicono che la direzione di marcia è quella del socialismo di Lombardi e De Martino, non ci trovo molte differenze». Immagini della serata organizzata per il manifesto alla Casa del popolo di Petroio, alle porte di Vinci. Una domenica in campagna, accanto al campo sportivo, sotto una collinetta punteggiata di cipressi e abeti, querce e ulivi. In duecento aspettano Valentino Parlato e Aldo Tortorella. Discussione, cena di sottoscrizione e concerto degli Aeroflot. Iniziativa congiunta di Sd, Prc, Pdci e Verdi. Un’idea di Paolo Gaccione, segretario del Pdci dell’empolese valdelsa: «La sinistra è sempre più a rischio nel paese. Se non si dà una prospettiva unitaria, è finita».
L’unione - della sinistra - fa la forza. Ancora Baldi, che è stato amministratore pubblico e racconta la storia recente delle case del popolo di Vinci. «Otto, una per ogni frazione, in un comune di 14mila abitanti. Tutte funzionanti e moderne. Quando cadevano a pezzi, i fondi destinati per legge all’associazionismo non andarono a pioggia, ma per ristrutturarle una alla volta. Ognuna è punto di riferimento per sei, sette associazioni». Anche per i giovani disabili che il venerdì organizzano cene di sostegno, facendo i cuochi e i camerieri insieme ai familiari. «Anche questo - chiude Baldi - è agire a sinistra». Mentre Massimiliano, che del circolo è il presidente, introduce il dibattito ricordando: «Era tanto che si voleva fare una iniziativa per il manifesto. Hanno collaborato tutti i partiti».
«Stiamo prendendo bastonate - esordisce Valentino Parlato - il messaggio di fiducia è in questa costruzione». Nella casa del popolo. Arrivano le domande. Lo studente Matteo: «A scuola danno per scontato che la lezione di Marx sia fallita. Come si può riattualizzare, visto che le ingiustizie aumentano?». Le osservazioni del signor Tagliagambe: «Passiamo per nostalgici del passato, del vecchio. Abbiamo perso la creatività». Le pillole di storia di Francesco Taddei: «Trent’anni fa c’era la Dc che comandava, noi all’opposizione. Ma c’era un movimento sociale e culturale che portava dei risultati». A tutti Parlato ricorda: «C’è una sconfitta della sinistra Europa. Allora è necessario guardare la crisi, studiare la realtà, e vedere che fare». Aldo Tortorella aggiunge: «La sinistra sta in piedi se ha il desiderio di cambiare il meccanismo che ha vinto in tutto il mondo». Parole che tornano in mente alla fine della cena, quando la giovane cameriera volontaria risponde alla domanda del perché una serata per il manifesto: «Perché questa non è la migliore società possibile».

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