NaCl informa:
“Il Presidente della Regione toscana, Claudio Martini,
ha proposto di portare il numero dei consiglieri regionali da 65 a 1″.
Giu
25
Categoria: NaCl informa | Nessun commento .
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“Il Presidente della Regione toscana, Claudio Martini,
ha proposto di portare il numero dei consiglieri regionali da 65 a 1″.
Giu
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NaCl informa:
“L’assessore regionale ai trasporti, Riccardo Conti,
ha annunciato che a breve sarà possibile, per i pendolari,
dormire in macchina sulla Fi-Pi-Li”.
Giu
24
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Uniti a Vinci, con «il manifesto»
Dibattito nella Casa del popolo sul «che fare» e cena di sottoscrizione per il giornale
di Riccardo Chiari
Vinci (Fi). Finisce con i redattori de Il Resto del Cremlino (www.ilrestodelcremlino.it) che discutono sul come farla. Nessuno crede che l’unità a sinistra possa essere un partito della sinistra italiana. Dicono che non ci sono le condizioni. Pensano a un coordinamento, a una costruzione «che non deve essere quella del partito democratico». Ragazzi di nemmeno trent’anni, sono del Pdci e del Prc. Giovani comunisti con il tempo dalla loro parte. Ma ce n’è, di tempo? Roberto Baldi ha il doppio dell’età e molta prudenza: «Il vero argomento è: quando è che ci si scioglie? Se non si parla di questo, di che cosa si parla? Sono comunista, nato e cresciuto nel Pci. Ma se mi dicono che la direzione di marcia è quella del socialismo di Lombardi e De Martino, non ci trovo molte differenze». Immagini della serata organizzata per il manifesto alla Casa del popolo di Petroio, alle porte di Vinci. Una domenica in campagna, accanto al campo sportivo, sotto una collinetta punteggiata di cipressi e abeti, querce e ulivi. In duecento aspettano Valentino Parlato e Aldo Tortorella. Discussione, cena di sottoscrizione e concerto degli Aeroflot. Iniziativa congiunta di Sd, Prc, Pdci e Verdi. Un’idea di Paolo Gaccione, segretario del Pdci dell’empolese valdelsa: «La sinistra è sempre più a rischio nel paese. Se non si dà una prospettiva unitaria, è finita».
L’unione - della sinistra - fa la forza. Ancora Baldi, che è stato amministratore pubblico e racconta la storia recente delle case del popolo di Vinci. «Otto, una per ogni frazione, in un comune di 14mila abitanti. Tutte funzionanti e moderne. Quando cadevano a pezzi, i fondi destinati per legge all’associazionismo non andarono a pioggia, ma per ristrutturarle una alla volta. Ognuna è punto di riferimento per sei, sette associazioni». Anche per i giovani disabili che il venerdì organizzano cene di sostegno, facendo i cuochi e i camerieri insieme ai familiari. «Anche questo - chiude Baldi - è agire a sinistra». Mentre Massimiliano, che del circolo è il presidente, introduce il dibattito ricordando: «Era tanto che si voleva fare una iniziativa per il manifesto. Hanno collaborato tutti i partiti».
«Stiamo prendendo bastonate - esordisce Valentino Parlato - il messaggio di fiducia è in questa costruzione». Nella casa del popolo. Arrivano le domande. Lo studente Matteo: «A scuola danno per scontato che la lezione di Marx sia fallita. Come si può riattualizzare, visto che le ingiustizie aumentano?». Le osservazioni del signor Tagliagambe: «Passiamo per nostalgici del passato, del vecchio. Abbiamo perso la creatività». Le pillole di storia di Francesco Taddei: «Trent’anni fa c’era la Dc che comandava, noi all’opposizione. Ma c’era un movimento sociale e culturale che portava dei risultati». A tutti Parlato ricorda: «C’è una sconfitta della sinistra Europa. Allora è necessario guardare la crisi, studiare la realtà, e vedere che fare». Aldo Tortorella aggiunge: «La sinistra sta in piedi se ha il desiderio di cambiare il meccanismo che ha vinto in tutto il mondo». Parole che tornano in mente alla fine della cena, quando la giovane cameriera volontaria risponde alla domanda del perché una serata per il manifesto: «Perché questa non è la migliore società possibile».
Giu
05
Salve compagni. Vi scrivo in merito alla notizia un sedicente rinato partito fascista repubblicano (che,a quanto ho potuto capire, dando un a scorsa al sito, parrebbe essere “stato regolarmente iscritto e registrato presso gli uffici competenti”!!).
Inutile sarebbe stare a discettare della costituzionalità o meno di una simile trovata: è semplicemente una carognata (financo, volendo sminurne la portata attiva, una stronzata).
Ma prima di avanzare qualsiasi protesta varrebbe la pensa chiedersi, però: “non gli faremmo un favore in fondo?”. La mia paura è che, data la bassa portata che una simile pagina potrebbe avere (almeno spero!), noi non faremmo altro che fargli della pubblicità, cosa che questa gente non merita affatto. Anche se una cosa intelligente potrebbe essere muoversi nelle scuole (ovviamente avvalendosi della collaborazione dei professori, e quindi presentando la cosa come una sorta di approfondimento).
Poi, è inutile domandarsi se per combatterlo, il fascismo possa essere individuato dietro un simbolo: va combattuta quella mentalità (frutto di menti e quindi di individui, che finiscono per coinvolgerne, attivamente e passivamente altri) perbenista e falsa ed egoista che si è avvalsa di quel simbolo e quando gli è sembrato più opportuno, se lo è tolto di dosso. Comunque sia, potrebbe essere comunque un inizio per ricucire certi “strappi” e riunire il fronte democratico (e ovviamente popolare) della nostra zona; se non lo fanno i grandi, proviamoci almeno noi, mettendo da parte divisioni che non abbiamo vissuto profondamente come loro (poi, ognuno può averle vissute più o meno profondamente; la sensibilità è personale).
Un saluto unitario.
(lettera firmata)
Compagno lettore,
innanzitutto ti ringraziamo per l’e-mail che ci hai mandato – ogni contributo, anche critico, è sempre ben accetto (a patto che non sia stupido, e non è il tuo caso). La vicenda di cui si parla (la sedicente ricostituzione di un partito fascista in Italia) non deve essere sopravvalutata, è ovvio. La vicenda di cui si parla rientra in un quadro più generale che probabilmente non conosci o non valuti con la dovuta attenzione. Il diffondersi dell’ideologia fascista, neofascista, filofascista, quasifascista, tra i giovani non emerge dal fatto che viene registrato un sito che si chiama partitofascistarepubblicano.it . Emerge da un insieme di comportamenti. Ne citeremo soltanto alcuni, cercando di portarti esempi sia locali che nazionali:
1. A Stibbio, presso il campo sportivo, poche settimane fa sono state fatte delle scritte neo-naziste e neo-fasciste. Erano scritte che rivelavano anche una certa confusione (accanto alle croci celtiche c’era scritto, per esempio, “forza juve”…), eppure ci si domanda: perché sono state fatte?
Ammettiamo che i loro autori e le loro autrici non sappiano esattamente cosa significhino. Ammettiamo che, se maggiorenni, non abbiano nemmeno votato per Forza Nuova o Alternativa Sociale. Ammettiamo che abbiano votato, toh, i Diesse o la Margherita. C’è una spiegazione al loro gesto, che non desti alcuna preoccupazione? La prima ipotesi è che ci sia un gruppetto di neo-nazifascisti che va in giro a scrivere tutti quei “dux mea lux” in attesa di farla pagare a chi neo-nazifascista non è. La seconda ipotesi è che il gruppetto sia un gruppetto di “ribelli” che si sentono “ganzi” ma poi dicono di “giocare”. In questo secondo caso, a preoccupare è l’imbecillità di gruppo, cosa che con il fascismo ha molto, molto a che fare… Lasciamo stare?
2. A San Donato si verifica la stessa cosa che si è verificata a Stibbio. Solo che a Stibbio, per fortuna, le scritte sono state cancellate, mentre a San Donato no. E non si capisce come mai le varie Amministrazioni Comunali non provvedano a cancellare entro 24 ore i simboli nazisti dai giardini pubblici, dove i bambini e le nonne crescono e invecchiano.
3. Andiamo avanti: pochi mesi fa è stato devastato un edificio a due piani di proprietà di Rifondazione Comunista. Se le fiamme avessero raggiunto il tetto, tutto sarebbe crollato e il danno, invece di essere dell’ordine delle decine di migliaia di euro, avrebbe toccato i centomila. Ci sono state una manifestazione e diverse raccolte fondi per la ristrutturazione. Vero è che un partito legale come Rifondazione Comunista a Borgo San Lorenzo non ha potuto svolgere alcun tipo di attività per molto, molto tempo. Indoviniamo chi sono i responsabili, considerato che, nella stessa zona, nelle stesse sere, sono state attaccate una Moschea e il Museo Storico della Resistenza?
4. Andiamo al Nord. In Veneto, sono ragazzate i gruppi musicali neonazisti talvolta anche patrocinati dalle Amministrazioni? A questo proposito ti consiglio di leggere 2 cose: questa e questa .
5. Torniamo in Toscana: su “Il Tirreno” del 25 febbraio 2007 si leggeva che a Lucca un ragazzo che si chiama Emanuele Pardini è stato seguito, aggredito e lasciato privo di sensi da qualche parte. La sua colpa? Essere di sinistra. L’articolo dice questo: LUCCA. Inseguito in auto, fatto sbandare e quindi pestato e accoltellato. Da estremisti di destra che lo avevano identificato come il nemico di turno da prendere di mira. E’ un giovane di 27 anni, Emanuele Pardini, che abita a S. Anna, l’ultima vittima del clima di intimidazioni e violenze che ormai pervade la città . I tanti segnali, piccoli e grandi, non sono stati evidentemente sufficienti a far intervenire con forza chi avrebbe dovuto e potuto farlo. La questura innanzitutto. [...]
Possiamo fermarci qui. E a questo punto potremmo elencare le cose da fare. Tu, caro lettore, ne hai detta una molto importante: “muoversi nelle scuole”. E Il resto del Cremlino aggiunge: muoversi un po’ ovunque. Diciamo ovunque tranne che nelle sedi di An e Forza Nuova, ecco.
Il nostro problema, però, non è riuscire a capire come agire, ma agire. Siamo una piccola associazione che produce un piccolo periodico; siamo comunisti, e potremmo anche parlare della campagna mediatica che in Italia e in Europa è stata fatta partire contro di noi (si pensi alla messa al bando della KSM, la gioventù comunista della Repubblica Ceca, o alle menzogne sulle foibe); potremmo anche ricordarci che ci sono Paesi che appartengono all’Unione Europea e permettono a partiti di estrema, estrema destra di presentarsi alle elezioni; come riuscire a colmare quel vuoto che Partiti di sinistra, Istituzioni, Associazioni, giornali, media in generale hanno creato da quando è partita questa folle ondata di revisionismo? Andiamo, andiamo nelle scuole… Ma andiamoci in tanti, e poi andiamo a cancellare le scritte, andiamo a esprimere la nostra solidarietà a Emanuele Pardini; andiamo a contestare i gruppi razzisti veneti, andiamo a manifestare a Borgo San Lorenzo e sottoscriviamo, portiamo le bandiere dell’Anpi dove non ci sono, perché molti partigiani e partigiane hanno vissuto la loro vita e tocca ai giovani… E sosteniamo chi non si scoraggia di fronte ai “tanto è una stronzata” e s’impegna perché c’è una persona che deve rispondere di un reato vergognoso, l’apologia del fascismo che, se fatta per finta, forse forse vale doppio.
la redazione